«Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi».
«Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi».
mentre a me quella foto mi ha portato a domandarmi:
Perche il mondo va cosi?
cosa è che nn va nella società civile?
«Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi».
Mimmo ha scritto:mentre a me quella foto mi ha portato a domandarmi:
Perche il mondo va cosi?
cosa è che nn va nella società civile?
tutto o nulla, che ci sia sempre stato un genere di donne, fortunate dall'aspetto che possono giocarsela come gli pare, c'è sempre stato, sull'altro elemento della foto invece simpatie/antipatie a parte, è uno dei pochi in italia che non è andato avanti perchè sostenuto dal papino di turno
per me esistono 11 tipi di persone:
quelli che sanno cos'è il binario,
quelli che non lo sanno
e quelli che credono serva solo alla ferrovia....
Mimmo ha scritto:mentre a me quella foto mi ha portato a domandarmi:
Perche il mondo va cosi?
cosa è che nn va nella società civile?
tutto o nulla, che ci sia sempre stato un genere di donne, fortunate dall'aspetto che possono giocarsela come gli pare, c'è sempre stato, sull'altro elemento della foto invece simpatie/antipatie a parte, è uno dei pochi in italia che non è andato avanti perchè sostenuto dal papino di turno
dal papino No, però......... prova a leggere la sua storia
«Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi».
Kharim ha scritto:
tutto o nulla, che ci sia sempre stato un genere di donne, fortunate dall'aspetto che possono giocarsela come gli pare, c'è sempre stato, sull'altro elemento della foto invece simpatie/antipatie a parte, è uno dei pochi in italia che non è andato avanti perchè sostenuto dal papino di turno
dal papino No, però......... prova a leggere la sua storia
mimmo i santi quelli veri stanno in paradiso, lui non ha fatto nulla di diverso da qualsiasi altro che abbia voluto emergere, tranne che farlo meglio...
per me esistono 11 tipi di persone:
quelli che sanno cos'è il binario,
quelli che non lo sanno
e quelli che credono serva solo alla ferrovia....
Mimmo ha scritto:
dal papino No, però......... prova a leggere la sua storia
mimmo i santi quelli veri stanno in paradiso, lui non ha fatto nulla di diverso da qualsiasi altro che abbia voluto emergere, tranne che farlo meglio...
unostralcio da W.
Conclusasi la collaborazione con Caproni, Briatore si presentò per un breve periodo come agente discografico, spesso in compagnia di Iva Zanicchi,[3] per poi dedicarsi ad affari connessi a bische clandestine e gioco d'azzardo, che lo portano ad essere condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Bergamo[3][4] e a tre anni dal Tribunale di Milano.[2][3] In particolare i giudici di Milano lo ritennero essere a capo del cosiddetto Gruppo di Milano, uso ad agganciare clienti facoltosi a scopo di truffa ai tavoli verdi. Secondo gli inquirenti che scoprirono il giro, la truffa era organizzata da malavitosi di rango, malavitosi eredi di Francis Turatello, il cosiddetto re della mala milanese. L'attività del gruppo si interruppe grazie alle inchieste giudiziarie, che portarono ad una serie di arresti e ai due processi di Bergamo e Milano che, oltre a Briatore, coinvolsero tra gli altri anche l'amico Emilio Fede, assolto poi per insufficienza di prove.[1][3] A cadere nella rete del gruppo di Milano furono anche alcuni nomi noti, tra cui l'imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l'armatore Sergio Leone, l'ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l'ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra. Briatore riuscì ad evitare il carcere rifugiandosi a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia.[2][3] Durante la latitanza alle Isole Vergini, grazie all'amicizia con Luciano Benetton (conosciuto negli anni milanesi), aprì alcuni franchising Benetton, facendo poi rapidamente carriera nel gruppo dirigente dell'azienda di Ponzano Veneto.[1]
«Lasciate che chi non ha voglia di combattere se ne vada. Dategli dei soldi perché acceleri la sua partenza, dato che non intendiamo morire in compagnia di quell'uomo. Non vogliamo morire con nessuno ch'abbia paura di morir con noi».
Kharim ha scritto:
mimmo i santi quelli veri stanno in paradiso, lui non ha fatto nulla di diverso da qualsiasi altro che abbia voluto emergere, tranne che farlo meglio...
unostralcio da W.
Conclusasi la collaborazione con Caproni, Briatore si presentò per un breve periodo come agente discografico, spesso in compagnia di Iva Zanicchi,[3] per poi dedicarsi ad affari connessi a bische clandestine e gioco d'azzardo, che lo portano ad essere condannato in primo grado ad un anno e sei mesi di reclusione dal Tribunale di Bergamo[3][4] e a tre anni dal Tribunale di Milano.[2][3] In particolare i giudici di Milano lo ritennero essere a capo del cosiddetto Gruppo di Milano, uso ad agganciare clienti facoltosi a scopo di truffa ai tavoli verdi. Secondo gli inquirenti che scoprirono il giro, la truffa era organizzata da malavitosi di rango, malavitosi eredi di Francis Turatello, il cosiddetto re della mala milanese. L'attività del gruppo si interruppe grazie alle inchieste giudiziarie, che portarono ad una serie di arresti e ai due processi di Bergamo e Milano che, oltre a Briatore, coinvolsero tra gli altri anche l'amico Emilio Fede, assolto poi per insufficienza di prove.[1][3] A cadere nella rete del gruppo di Milano furono anche alcuni nomi noti, tra cui l'imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l'armatore Sergio Leone, l'ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l'ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra. Briatore riuscì ad evitare il carcere rifugiandosi a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un'amnistia.[2][3] Durante la latitanza alle Isole Vergini, grazie all'amicizia con Luciano Benetton (conosciuto negli anni milanesi), aprì alcuni franchising Benetton, facendo poi rapidamente carriera nel gruppo dirigente dell'azienda di Ponzano Veneto.[1]
vedo che era in ottima compagnia
per me esistono 11 tipi di persone:
quelli che sanno cos'è il binario,
quelli che non lo sanno
e quelli che credono serva solo alla ferrovia....