Addio a Steve Jobs
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Re: Addio a Steve Jobs
lascia un vuoto incolmabile. Da brividi il suo discorso ai laureandi di Stanford 
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Re: Addio a Steve Jobs
Già, mi dispiace molto...
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animadinuvola
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Re: Addio a Steve Jobs


frank ha scritto:ti amo un totanimadinuvola ha scritto:
ma allora mi ami ...ma quanto mi ami????![]()
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Re: Addio a Steve Jobs
Che sfiga xò... un geniaccio come lui che tira le cuoia a 56 anni...
Ma adesso a chi passa tutta la baracca?
Ma adesso a chi passa tutta la baracca?

- Kharim
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Re: Addio a Steve Jobs
geniaccio in senso buono, perchè molti dei commenti che si sono letti o sentiti in giro in questo giorno sono per me e per tanti altri solo la classica esaltazione post mortem, ci ha lasciati sicuramente un grande dell'informatica, un pioniere su tante cose, un espertissimo di marketing, ma genio è una parola per altre tipologie di personecagnaccio ha scritto:Che sfiga xò... un geniaccio come lui che tira le cuoia a 56 anni...
Ma adesso a chi passa tutta la baracca?
la baracca resterà a chi l'aveva già, jobs non era esattamente l'equivalente di zio bill, aveva mollato apple già prima degli anni 90, richiamato per fronteggiare la crisi susseguita all'uscita di win95/98 che aveva costretto la mela a percorrere strade alternative a quelle seguite fino ad allora, come l'abbandono del sistema operativo storico del mac per passare a qualcosa di ricavato da altro, o alla ricerca del design o all'interessamento per settori diversi dall'informatica in senso stretto, riuscendo a portarla brillantemente fuori dalla crisi
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Re: Addio a Steve Jobs
..."geniaccio" era un sunto di quello che hai scritto tu, x una volta tanto non volevo essere prolisso...Kharim ha scritto:geniaccio in senso buono, perchè molti dei commenti che si sono letti o sentiti in giro in questo giorno sono per me e per tanti altri solo la classica esaltazione post mortem, ci ha lasciati sicuramente un grande dell'informatica, un pioniere su tante cose, un espertissimo di marketing, ma genio è una parola per altre tipologie di personecagnaccio ha scritto:Che sfiga xò... un geniaccio come lui che tira le cuoia a 56 anni...
Ma adesso a chi passa tutta la baracca?
la baracca resterà a chi l'aveva già, jobs non era esattamente l'equivalente di zio bill, aveva mollato apple già prima degli anni 90, richiamato per fronteggiare la crisi susseguita all'uscita di win95/98 che aveva costretto la mela a percorrere strade alternative a quelle seguite fino ad allora, come l'abbandono del sistema operativo storico del mac per passare a qualcosa di ricavato da altro, o alla ricerca del design o all'interessamento per settori diversi dall'informatica in senso stretto, riuscendo a portarla brillantemente fuori dalla crisi

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Re: Addio a Steve Jobs
ma infatti ho specificato che mi riferivo ai commenti letti o sentiti nella giornatacagnaccio ha scritto:..."geniaccio" era un sunto di quello che hai scritto tu, x una volta tanto non volevo essere prolisso...Kharim ha scritto:
geniaccio in senso buono, perchè molti dei commenti che si sono letti o sentiti in giro in questo giorno sono per me e per tanti altri solo la classica esaltazione post mortem, ci ha lasciati sicuramente un grande dell'informatica, un pioniere su tante cose, un espertissimo di marketing, ma genio è una parola per altre tipologie di persone
la baracca resterà a chi l'aveva già, jobs non era esattamente l'equivalente di zio bill, aveva mollato apple già prima degli anni 90, richiamato per fronteggiare la crisi susseguita all'uscita di win95/98 che aveva costretto la mela a percorrere strade alternative a quelle seguite fino ad allora, come l'abbandono del sistema operativo storico del mac per passare a qualcosa di ricavato da altro, o alla ricerca del design o all'interessamento per settori diversi dall'informatica in senso stretto, riuscendo a portarla brillantemente fuori dalla crisi
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sciaguratoegidio
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Re: Addio a Steve Jobs
c'è anche chi la pensa così...
La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono - anche con un eccesso di retorica - il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.
Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni '60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l'Armani della tecnologia, un genio dell'innovazione e dell'eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l'armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all'uso esclusivo dei suoi prodotti.
Da un lato predicava di "pensare differente", di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall'altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all'uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.
Ha predicato l'anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell'anticonformismo, una trasgressione di massa un po' bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.
È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l'uscita dall'asservimento, accompagnandoti verso un'altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.
Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall'altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.
I simboli della libertà tecnologica e della rete restano Mozilla e Wikipedia, l'open source e gli strumenti che si adattano e dialogano con le altre tecnologie, non il mondo isolato e protetto della Apple, per quanto esteticamente glamour.
La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono - anche con un eccesso di retorica - il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.
Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni '60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l'Armani della tecnologia, un genio dell'innovazione e dell'eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l'armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all'uso esclusivo dei suoi prodotti.
Da un lato predicava di "pensare differente", di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall'altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all'uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.
Ha predicato l'anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell'anticonformismo, una trasgressione di massa un po' bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.
È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l'uscita dall'asservimento, accompagnandoti verso un'altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.
Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall'altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.
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[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=T7JSynhDTT0[/youtube]
- Kharim
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Re: Addio a Steve Jobs
tanto per far capire che tra grande dell'informatica o del mondo omonimo e messia in terra la differenza c'è e ci sarà sempre...sciaguratoegidio ha scritto:c'è anche chi la pensa così...
La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono - anche con un eccesso di retorica - il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.
Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni '60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l'Armani della tecnologia, un genio dell'innovazione e dell'eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l'armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all'uso esclusivo dei suoi prodotti.
Da un lato predicava di "pensare differente", di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall'altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all'uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.
Ha predicato l'anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell'anticonformismo, una trasgressione di massa un po' bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.
È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l'uscita dall'asservimento, accompagnandoti verso un'altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.
Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall'altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.
I simboli della libertà tecnologica e della rete restano Mozilla e Wikipedia, l'open source e gli strumenti che si adattano e dialogano con le altre tecnologie, non il mondo isolato e protetto della Apple, per quanto esteticamente glamour.
Re: Addio a Steve Jobs
sciaguratoegidio ha scritto:c'è anche chi la pensa così...
La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono - anche con un eccesso di retorica - il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.
Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni '60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l'Armani della tecnologia, un genio dell'innovazione e dell'eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l'armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all'uso esclusivo dei suoi prodotti.
Da un lato predicava di "pensare differente", di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall'altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all'uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.
Ha predicato l'anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell'anticonformismo, una trasgressione di massa un po' bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.
È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l'uscita dall'asservimento, accompagnandoti verso un'altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.
Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall'altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.
I simboli della libertà tecnologica e della rete restano Mozilla e Wikipedia, l'open source e gli strumenti che si adattano e dialogano con le altre tecnologie, non il mondo isolato e protetto della Apple, per quanto esteticamente glamour.
Caspita , come ragioni bene !!!!!!!! . ( solo per te , ho usato 8 punti esclamativi ) .
Re: Addio a Steve Jobs
Kharim ha scritto:tanto per far capire che tra grande dell'informatica o del mondo omonimo e messia in terra la differenza c'è e ci sarà sempre...sciaguratoegidio ha scritto:c'è anche chi la pensa così...
La rete gronda lacrime e citazioni, Facebook oggi è ingolfato di post che piangono la morte del guru e ripropongono - anche con un eccesso di retorica - il celebre discorso di Stanford e le frasi che già da tempo circolavano su internet come il mantra della nuova era digitale, il vangelo uscito dalla bocca di un grande innovatore, ma anche di un gran furbo.
Jobs ha creato schiere di fanatici facendo diventare business e ideologia il pensiero ribelle e lisergico degli anni '60, dal quale proveniva. Ha inventato prodotti, marchi e uno stile che hanno fatto di lui l'Armani della tecnologia, un genio dell'innovazione e dell'eleganza, ma allo stesso tempo ha utilizzato l'armamentario libertario e sessantottino con il malcelato intento di intruppare tutti noi consumatori all'uso esclusivo dei suoi prodotti.
Da un lato predicava di "pensare differente", di mordere la mela del peccato originale che ci rende liberi e non sottomessi ad alcuna divinità, come lui ha fatto nella vita, ma dall'altro ci ha voluto tutti allineati e omologati all'uso dei suoi prodotti, belli ma chiusi, funzionali ma esclusivi, comodi ma impermeabili ad altri software e ad altre tecnologie, ma soprattutto sempre carissimi.
Ha predicato l'anticonformismo e il pensiero laterale ma ha finito per produrre in legioni di seguaci invasati il conformismo dell'anticonformismo, una trasgressione di massa un po' bovina, in cui si è fuori dagli schemi, ma in compagnia di miliardi di persone.
È stato un genio, ma non senza ricavarne un profitto. Come quei santoni che ti vendono la ribellione e l'uscita dall'asservimento, accompagnandoti verso un'altra dipendenza, facendoci su anche un bel pacco di soldi.
Spiace dirlo in mezzo a questa alluvione di retorica, ma la libertà non è Jobs, che con una mano ci vendeva il sogno di una vita tecnologica leggera e facile, seducente e trendy, ma dall'altro ci obbliga a usare prodotti che comunicano e funzionano solo tra loro e accessori costosi e non sostituibili con qualcosa di analogo che non abbia una mela stampata da qualche parte.
I simboli della libertà tecnologica e della rete restano Mozilla e Wikipedia, l'open source e gli strumenti che si adattano e dialogano con le altre tecnologie, non il mondo isolato e protetto della Apple, per quanto esteticamente glamour.
per il resto la penso come chi ha scritto quello postato da sciagu
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Re: Addio a Steve Jobs
annex ha scritto:Kharim ha scritto:
tanto per far capire che tra grande dell'informatica o del mondo omonimo e messia in terra la differenza c'è e ci sarà sempre...
steve non si sarebbe mai sognato di infilare un dito nell'occhio di roberto cancelli
per il resto la penso come chi ha scritto quello postato da sciagu
...magari Guglielmo...
cmq è vero

Re: Addio a Steve Jobs
efftivamente bobby gates mi suonava malecagnaccio ha scritto:annex ha scritto:
steve non si sarebbe mai sognato di infilare un dito nell'occhio di roberto cancelli
per il resto la penso come chi ha scritto quello postato da sciagu
...magari Guglielmo...
cmq è vero
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Re: Addio a Steve Jobs
no Sexy gates .annex ha scritto:efftivamente bobby gates mi suonava malecagnaccio ha scritto:
...magari Guglielmo...
cmq è vero
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Re: Addio a Steve Jobs
annex ha scritto:efftivamente bobby gates mi suonava malecagnaccio ha scritto:
...magari Guglielmo...
cmq è vero
...x me stavi pensando a Roberto Cavalli...

Re: Addio a Steve Jobs
Tra qualche giorno avremmo già dimenticato Steve Jobs .cagnaccio ha scritto:annex ha scritto:
efftivamente bobby gates mi suonava male
...x me stavi pensando a Roberto Cavalli...
Re: Addio a Steve Jobs
quello però non è amico di Steve ma Blow Jobscagnaccio ha scritto:annex ha scritto:
efftivamente bobby gates mi suonava male
...x me stavi pensando a Roberto Cavalli...
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Re: Addio a Steve Jobs
annex ha scritto:quello però non è amico di Steve ma Blow Jobscagnaccio ha scritto:
...x me stavi pensando a Roberto Cavalli...
appunto... Ti ricordo che sono 16 mesi...

Re: Addio a Steve Jobs
cagnaccio ha scritto:annex ha scritto:
quello però non è amico di Steve ma Blow Jobs
appunto... Ti ricordo che sono 16 mesi...
ormai l'unica speranza è il derby
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valenpaolo
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Re: Addio a Steve Jobs
ieri ho comprato l'iPhone...ed è morto Steve Jobs...
quasi quasi domani compro la tessera di mediaset premium

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